Ex Ilva, blocco all’aeroporto. Lavoratori diretti verso il casello di Sestri Ponente
𝗔𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 (sopra i più recenti):
I lavoratori sono arrivati sul ponte San Giorgio
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I metalmeccanici entrano nel casello di Genova Aeroporto. La pala meccanica è in testa al corteo. I lavoratori sono sulla rampa e si stanno immettendo in autostrada in direzione di Genova. I lavoratori si dirigono verso Ponte San Giorgio. A10: tratto Chiuso tra Genova Pra’ e Bivio A10/A7 Milano-Genova
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I lavoratori hanno tolto l’assedio all’aeroporto e si spostano in massa verso il casello di Sestri Ponente, che ora è bloccato. Non è escluso che tentino di entrare in autostrada

Presidio allo scalo cittadino, fermando le partenze, corteo verso il casello dell’autostrada aperto da una pala meccanica. Possibile blocco anche di Genova Ovest. I metalmeccanici rivendicano lavoro a Cornigliano e difesa dell’industria genovese, in attesa di risposte dal Governo

I lavoratori dell’ex Ilva hanno portato la loro protesta fino all’aeroporto di Genova, bloccando gli accessi allo scalo per lanciare un segnale forte al Governo e al Paese: a loro giudizio, l’industria genovese non può essere sacrificata e il lavoro non deve essere spostato altrove.

Davanti all’aeroporto, il coordinatore Fiom Cgil Armando Palombo ha spiegato ai lavoratori che l’azione di blocco è stata pensata come un messaggio simbolico ma molto concreto: secondo il sindacato, l’attività produttiva di Genova non può essere messa in discussione e la fornitura di rotoli d’acciaio da Taranto verso Cornigliano deve proseguire, altrimenti la mobilitazione non verrà interrotta.
Palombo ha sottolineato che il presidio è organizzato per durare nel tempo: ha ricordato che i lavoratori sono al coperto, che le condizioni meteo consentono di restare sul posto e che l’intenzione è quella di attendere sviluppi dal Governo, chiedendo meno dichiarazioni e più decisioni concrete sul futuro degli stabilimenti. Ha invitato la platea a mantenere disciplina e organizzazione, considerandole elementi distintivi delle lotte genovesi.
Nel corso dell’intervento, il dirigente Fiom ha indicato una pala meccanica presente al presidio come simbolo del lavoro reale, contrapposto a quello che i lavoratori considerano un eccesso di parole e promesse non mantenute da parte dell’esecutivo. Ha ribadito che, a giudizio del sindacato, le posizioni espresse finora dal ministro Urso non offrono garanzie e che la pazienza degli addetti è ormai al limite.
La Fiom ha inoltre collegato la battaglia dell’ex Ilva alle altre grandi realtà industriali cittadine, sostenendo che il lavoro deve rimanere a Genova lungo tutta la filiera, dall’acciaio di Cornigliano fino ad Ansaldo. La mobilitazione all’aeroporto viene interpretata come una tappa di una vertenza più ampia, che punta a difendere il tessuto industriale del territorio.
Dopo le prime ore di presidio davanti allo scalo, una parte dei lavoratori si è rimessa in marcia, dirigendosi verso l’autostrada per spostare il baricentro della protesta anche sulla grande viabilità e rendere ancora più visibile il disagio. L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere alta la pressione, in attesa che dal Governo arrivino risposte considerate all’altezza della gravità della situazione. Non è escluso che venga bloccato anche il casello di Genova Ovest.
Palombo ha infine ribadito che i lavoratori sono determinati a difendere con forza il proprio posto di lavoro e la presenza industriale in città, prospettando il proseguimento e l’eventuale inasprimento delle iniziative di lotta fino a quando non verranno date garanzie chiare sul futuro dell’ex Ilva e dell’industria genovese.
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